Eleonora Marcolongo

Eleonora Marcolongo

Lettera 1

Pubblicato da Webmaster il 25/8/2005 (1434 letture)
Sent: Monday, October 15, 2001 2:36 PM
Subject: grazie

con gran alegria , he recibido vuestro e mail

realmente , nunca he imaginado tantos MARCOLONGOS , aqui somos un familion , inmenso , y quiero comentarle que un hermano mio es PRESIDENTE de CIRCULO TRENTINO de VILLA regina

muchas gracias , por enviarme el Email , . espero tener contacto con Uds. y de pronto ver si nos unen algun lazo sanguineo . *-

el email de FERNANDO MARCOLONGO

crearvr@navego.com.ar

muchas gracias

eleonora marcolongo

Lettera 2

buenos dias

Realmente la nostalgia hace que uno escriba y pueda contactarse con gente con el mismo cognome del mundo - 

Les quiero contar que mi papa BRUNO MARCOLONGO nacion en Italia , su mama caterina Cagstanaro y su papa Guseppe Marcolongo , y siete hnos mas , vivian en MOnteBello despues de la guerra como otros tantos emigraron a la Argentina aqui formaron una familia muy grade ya que somo muchos Marcolongos ya que predomina la descendencia masculina -

mi NONO por parte de mi mama FRANCISCO VIERO, fue uno de los primeros colonos de este hermoso Lugar donde sus nietos pueden vivir , y crecer en paz y junto a otros COlonos nacio Villa REGINA - 

La mayoria llegaron a estas tierras aridas y desiertas y cambiaron el fusil por una pala para abrir canales de riego , cambiaron las trincheras por las sierras y pelearon con la montañas de tierra que los vientos patagonicos se encargaban de que cada dia al levantarse hayan borrados los trabajos del dia anterior , palntaron frutales , le pusieron musica y baile ya que mi NONA ANita ANGELLI , ( Por parte de mi mama ) era una alegre mujer que sabia como hacerde una fiesta de la colectividad de Villa Regina , en una BELLO RICORDO DI ITALIA , - 

Entre domingos en familia , la pasta fata in casa , los capeletti las misas , y el familion, pasamos nuestra infancia en una chacra (lugar de muchas tierra con verde , plantas de manzanos y perales , con corrales con chanchos , gallinas , caballos y vacas ) con bicicletas viejas , el trabajos de los viejos el sacrificio de nuestra crianza , los valores inculcados , la alegria de tenerlos los viejos y los nonos BIEN TANOS , que se argentinazaron , con las empanadas , el asado y uno que otro mates , asi fuimos creciendo con la compañia de nuestros primos hermanos , ya que el hno de mi papa Francisco Marcolongo se caso con la hna de mi mama Melly Viero , asi que UNA FAMILIA UNITA- Con mucho Orgullo y lagrimas de nostalgias en los ojos , solo me resta decir , que si tuviera que acunar a mi Valle lo acunaria entre pañuelos de seda con la leyenda de mi NONO gringo de mi padre GRINGO - ARGENTINO

un beso y abrazo bien argentino a los Marcolongos y estamos en contacto , si me permiten les enviare un cuento una anecdota de ANITA , que cuenta realmente la historias de la emigracion , gringa , por supuesto es en Honor de muchas NONAS ANITAS , y la hize pensando en ella -

Un gran abrazo

ELEONORA MARCOLONGO -
Villa Regina , - Rio Negro
ARGENTINA




Traduzione a cura di E. Marcolongo

Buongiorno,

veramente la nostalgia fa sì che uno scriva e contatti altra gente nel mondo avente lo stesso cognome.

Vorrei raccontarle di mio padre BRUNO MARCOLONGO, nato in Italia, sua madre Castagnaro e suo padre Giuseppe Marcolongo, con 7 confratelli, vivevano a Montebello. Dopo la guerra, come tanti altri, emigrarono in argentina e formarono qui una famiglia molto numerosa… siamo davvero tanti Marcolongo giacché predomina pa discendenza maschile.

Mio nonno, da parte materna, Francisco Viero, fu uno dei primi coloni di questo bellissimo posto dove ora vivono i suoi nipoti, crescendo in pace ed insieme ad altri coloni costruendo il paese Villa Regina.

Ma maggior parte arrivarono a questa terra arida e deserta e cambiarono il fucile per una pala con la quale scavare canali di irrigazione, cambiarono le trincee per le montagne e combatterono contro la dura terra e contro i venti della Patagonia che cancellavano ogni giorno con la loro impetuosità il lavoro del giorno precedente.

Piantarono frutteti, composero musica e inventarono balli, giacché mia nonna, Anita Angelli (di parte materna) era una donna molto allegra, che sapeva come organizzare una gesta della comunità di Villa Regina, con un bel ricordo dell’Italia, tra una domenica e l’altra, la pasta fatta in casa, i cappelletti, le sante messe e l’incontro della famiglia, abbiamo passato la nostra infanzia in una “chacra” (posto di molta terra rigogliosa, piante di mele e pere, con recinti di oche, galline, cavalli e mucche) con vecchie biciclette, il lavoro degli anziani, il sacrificio della prole, i valori inculcati, l’allegria di acer con noi i nostri vecchi e nonni.

Ovviamente si argentinizzarono, con gli involtini di mais, gli arrosti e il nostro mate (the verde tipico dell’Argentina), e così crescemmo in compagnia dei nostri cugini di primo grado, giacché il figlio di mi padre Francisco Marcolongo si sposò con la figlia di mia madre Melly Viero, formando una famiglia veramente unita.

Con tanto orgoglio e lacrime di nostalgia negli occhi, posso solo dire che se dovessi rinascere nella mia valle, lo farei tra fazzoletti di seta con la leggenda di mio nonno straniero e di mio padre straniero-argentino.

Un bacio ed un abbraccio molto argentino ai Marcolongo

E rimaniamo in contatto, se mi permette invierò un racconto, un aneddoto di Anita, che racconta veramente la storia dell’emigrazione, straniera, naturalmente in onore della nonne Anita, e l’ho fatto pensando a lei.

Un forte abbraccio

ELEONORA MARCOLONGO

Lettera 3

Traduzione di E. MARCOLONGO

SIMPLEMENTE ANITA

Arrivava a terra avvolta con il fumo della nave e la nostalgia che lasciava dietro di sé. Con il timore dell'ignoto, con le valigie piene di speranza e con l'illusione di incominciare una nuova vita.

Le lettere d'amore ricevute dal "gringo", che l'attendeva ansioso, in questa terra che lo aveva ricevuto a braccia aperte e ove doveva trovare il proprio destino, però questo non bastava, ed ogni notte quando la solitudine lo abbracciava, solcava su un foglio di carta le lettere che scriveva il suo cuore, "amore". Dovrei zittirmi e guardare quello che sento e non piangere come un bambino

e inforcare il mattino in queste terre deserte, dove si sente solo il vendo durante le notti e il sole batte forte durante la mattinata, rendendomi conto che in questo momento che sono ancora vivo, però no posso smettere di pensare, che se tu fossi qui, la luna sarebbe luna e la solitudine farebbe meno male."

Anita arrivò alla stazione di Gral Roca, dopo aver viaggiato da Buenos Aires alla fattoria di Rio Negro; quando salì sul treno intravide dal finestrino un uomo alto, con capelli ondulati e le braccia abbronzate, gli occhi marroni la osservavano come se la conoscessero, rivolse lo sguardo e sirese conto da come batteva il suo cuore che era il "gringo" delle lettere infinite, scese correndo dal treno, dimenticò le valige, aprì le braccia, spolverò il suo vestito con taglio italiano, assestò i suoi capelli biondi ed arrossì quando i suoi occhi grandi ed azzurri scintillavano stelline colorate.-

Era andato a prenderla, non ce la faceva ad aspettarla nel suo paese del "nulla", la baciò calorosamente, l'abbracciò e recuperò le sue valige, salirono sul calesse e si allontanarono. Passò il tempo tra le piante di melo, pero e vigneti, tra raccolti e tormente di grandine che distruggevano le speranze. Anita, con la sua macchina che aveva portato dall'Italia, cuciva senza riposare per aiutare nell'economia della casa era nota per i suoi vestiti e le sue cuciture perfette,per l'allegria che metteva ad ogni punto, allevava galline e si arrangiava bene nel campo aiutando nell'epoca delle gelate.-

E arrivò ciò che aspettavano, la loro prima figlia, nacque con il profumo del giardino che entrava dalla finestra, con l'allegria delle famiglie che erano arrivate dopo di loro, a lavorare la terra e fare il "domani", si formò una festa tra vino rosso e spaghetti fatti in casa, le canzoni della "BELLA ITALIA”, "MAZZOLLIN DI FIORI“, non poteva mancare, era la canzone che non poteva mancare ad ogni incontro, scrissero lettere ed inviarono fotografie della figlia alla famiglia in Italia.-

Passarono gli anni e il baule della "nonna" era ancora macchiato con la prima insalata di pomodoro e cipolla che vi avevano mangiato sopra, perché il negozio era chiuso ed era tardi per chiedere credito; tuttavia la tavola sfoggiava la prima tovaglia della "mamma", chissà tuttavia se non avessero dimenticatola polenta ripartita nei piatti con i cugini, quella domenica...

Lei, lo aspettava con la cena bollente, le galline nel portico, la casa pulita, anche se semplice. Portava i vestiti in una fontana con sapone da bucato e non si abituò "mai" al mate creolo, però sì cucinava degli involtini di mais che friggeva ogni domenica. Mezza GRINGA e mezza ARGENTINA.-

Adesso la mia valle è frutto del lavoro di molte Anite e di molti Gringos, che fecero la storia che è parte della mia storia, che disegnarono nei loro discendenti l'amore per quello que lasciarono dietro di sè e l'amore di queste terre che come Anita, "mia nonna", ci lasciarono le forze dell'impossibile, la volontà di continuare a lottare e a non abbassare mai le braccia, per quanto dura fosse la lotta, per lei e per loro: ""Se dovessi addormentarmi nella mia valle, lo farei tra mantelli di seta con fazzoletti di ricordi che dormono vicino ai miei nonni, con la leggenda di quelli che fecero di questo deserto... UNA VALLE UN PARADISO, e quello che sento è un mulinello di tanti TI AMO, E UN GRAZIE INFINITO, per trasmettere a questi tuoi nipoti le speranze, di quello che anche se non lo possiedo, sono VIVI . . .I MIEINONNI . . ."METÁ CREOLI, METÁ GRINGOS >--




Originale

Llegaba envuelta en tierra con el humo del barco y la nostalgia de lo que dejaba atrás. Con el temor a lo desconocido, con las valijas llenas de esperanza y la ilusión de comenzar una nueva vida Las cartas de Amor recibidas del “gringo”, que la esperaba ansioso, en estas tierras que lo había recibido con los brazos abiertos y tenía que buscar su propio destino, pero eso no bastaba, y cada noche cuando la soledad lo abrazaba, volcaba en un papel las letras que escribía el corazón, “amor Tendría que callar y guardar lo que siento para no llorar como un niño y forjar el mañana en estas tierras desiertas, donde solo el viento se escucha por las noches y el sol pega fuerte por las mañanas, dándome cuenta en ese instante que todavía estoy vivo, pero no puedo dejar de pensar, que si estuvieras tú aquí, la luna sería luna y la soledad dolería menos.”

Anita, llegó a la estación de Gral Roca. , Después dé haber viajado desde Buenos Aires a la Pcia de río Negro; al subir al tren diviso por la ventanilla, un hombre alto con cabellos enrulados y los brazos bronceados, los ojos marrones observaban como si la conociera, volvío a mirar y se dio cuenta por como latía su corazón que era el “Gringo “ de las infinitas cartas, bajo corriendo del tren, se olvido las valijas, abrio los brazos sacudío su traje de corte Italiano, arreglo sus cabellos rubios y se ruborizó cuando sus ojos grandes azules destellaban estrellitas de colores.-

Había ido a buscarla no aguantaba esperarla en su pueblo de la “nada”, la beso calidamente, la abrazó y recupero sus valijas, subieron al sulki y se alejaron. Paso el tiempo entre plantas de manzanos, peras y viñedos, entre cosechas y tormentas de granizos que destrozaban las esperanzas. Anitas , con su maquina traída de Italia , cosía sin descansar para ayudar a la economía de la casa, era popular por sus trajes y sus costuras perfectas, por la alegría que ponía en cada puntada, criaba gallinas y se defendía en el campo ayudando en época de heladas.-

Y llegó lo que esperaban, su primer hija, nació con el perfume del jardín que entraba por la ventana, con la alegría de las familias que habían llegado después que ellos, a trabajar la tierra y hacer el ‘mañana”, se armo la fiesta entre vino patero y los fideos hechos en casa , las canciones de la ‘BELLA ITALIA”, MARZOLLIN DI FIORI “, no podía faltar , era la canción ,sin ausencia en cada reunión, se escribieron cartas y se enviaron las fotos de la hija, a la familia de Italia.-

Pasaron los años y el baúl de la “nona”todavía seguía manchado con la primer ensalada de tomate y cebolla que comieron sobre él , porque el almacén había cerrado y se hizo tarde para pedir fíado; todavía la mesa pintaba el primer mantel de la “mama”, quizás todavía no se había olvidado de la polenta compartida en las chacra de los primos , ese domingo....

Ella , los esperaba con la comida caliente, las gallinas en el patio, su casa limpia , aunque era precaria Lavaba la ropa en un fuenton con pan de jabón y “jamás “se pudo acostumbrar al mate criollo, pero sí, hacia unas empanadas que los domingos amasaba , Mitad GRINGA y mitad ARGENTINA.-

Ahora mi Valle , es fruto del trabajo de muchas Anitas y muchos Gringos , que hicieron la historia que es parte de mi historia , que dibujaron en sus descendientes el amor por lo que dejaron atrás y el amor de estas tierras que como Anita , “mi nona “, nos dejaron sus fuerzas por lo imposible, las garras de seguir luchando y jamás bajar los brazos , por mas pesada que sea la lucha , por ella y por ellos: “Si tuviera que acunar a mi Valle , lo haría entre mantos de sedas con pañuelos de recuerdos que duermen junto a mis abuelos , con la leyenda de aquellos que hicieron de este desierto... UN VALLE UN PARAÍSO , y lo que siento es un torbellino de tantos TE QUIERO, Y UN INFINITO GRACIAS , por legar a estos tus nietos las esperanzas , de que a pesar de que no los tengo, estan VIVOS .. MIS NONOS .. “MITAD CRIOLLOS, MITAD GRINGOS >--

Lettera 4

Leopoldo buenos dias 
Te envio unas fotos de nuestra familia , papa , mama y fratelli 

Lettera 5

Buen dia 
desde este VAlle con el colorido de los frutales
y el aroma de sus flores , aca estoy nuevamente
lamentablemente no podemos viajar a necochea
se nos hace imposible estar de nuevo el martes en
nuestro lugar de trabaja ,+-
ya que estamos en puestos estrategicos y realmente no 
es facil la ausencia - 
Pedimos mil perdon , por no poder estar , realemnte todos 
nos lamentamos por esta oportunidad de tener un 
encuentro con nuestros pares , para conocernos y por 
ahi encontramos a nuestros primos , ya que mi papa 
me dice que tiene primos en Buenos aires , que hace muchos
años , pero muchos que no saben nada de ellos 
ademas se llama igual que vos Nestor , dice que es Nestor Marcolongo 
y el otro no lo ricordo - bueno la verdad , estabamos pensando 
en hacer un encuentro aca en Villa regina , ya estabamos 
soñando en armar una linda fiesta , y pensando en el alojamiento 
al aire libre - 
Sera cuestion de seguir en contacto con uds, para poder hacer
algo lindo mas adelante en nuestro VALLE - 
que les parece ???? 
Bueno mando un enorme afecto especial para uds 
y Un abrazo de Oso , que abarque a los MARCOLONGO 
pido disculpas y queiro que sepana que estaremos presente 
con nuestro corazon y pensamiento 
Flia Marcolongo - de Villa Regina

Lettera 6

Leopoldo bun dia los hombres de la foto son MARCOLONGO CARLOS (el que aparece en el medio), MARCOLONGO FERNANDO (El de la derecha), 
MARCOLONGO PABLO, (el que aparece a la izquierda)

Estas fotoso fueron sacadas, en un hermoso lugar llamado COPAHUE en nuestra Provincia donde se hacen baños termales con una naturaleza muy especial, la misma que caracteriza las cordilleras de los Andes Muchas gracias
Pronto tendras una foto de nosatrasde las mujere y de nuestros padres haaaaaa las chicas son las repectivas mujeres -
Beosos
Eleonora

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