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Articoli > Emigrazione > Brasile > Lettere dal Brasile > Marcia Aparecida Marcolongo dos Santos
Marcia Aparecida Marcolongo dos Santos
Pubblicato da Webmaster il 21/8/2005 (1672 letture)

16 febbraio 2011

Questo è nostro figlio Pietro, nostro maggiore regalo.
Adalto vitturino e Marcia Marcolongo.



Festa di San Francesco, Marcia Marcolongo e Adalto Vitturino (Suzano-Brasile) - 28/07/2009

O salão social do Suzano Futebol Clube se pintou de vermelho, verde e branco para receber os mais de 500 convidados que participaram da Festa di San Francesco no último sábado. O cardápio não poderia ser mais adequado: macarronada com porpeta, preparada pelo Chef João, “expert” no assunto. O encontro foi promovido pelo Cáritas de Suzano e CIBS – Comunidade Ítalo Brasileira de Suzano, com muito carinho e , com a presença do Grupo Folclórico La Bella Italia. O jantar encerrou as festividades, que contou com missa, homenagem na escola que completou 60 anos e leva o nome de Roberto Bianchi, e excursão a San Vito. Roberto Bianchi foi o homenageado das festividades de 2009. Ao lado Márcia Marcolongo e Adalto Vitturino, que recepcionaram todos os convidados.

Oggetto: Saluti dalla cugina Marcia dal Brasile
Data: sabato 17 giugno 2000 2.20

Sono molto contenta perché posso, come il mio cugino Ricardo, scrivere di subito a te. Adesso ne mio pc c'è net. Potremo cambiare diretamente informazione dalla nostra famiglia e potremo anche cambiare le cose diverse. Spero che tu mi risponda come risponde al Ricardo. In me c'è molto orgoglio di incontrare tutti voi e potere fare una chiachera!

Nel mese di ottobre, celebraremo una messa alla famiglia Marcolongo dal Brasile. Ti darò altre informazione nel prossimo mese, perché stiamo organizando questa festa. Ti spedirò una bellissima opera che ho fatto sulla cultura italiana nel mio paese.

Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per noi.

Un grande abbraccio per te e a tutti Marcolongo

Márcia Marcolongo




Oggetto: testo per leggere nel raduno
Data: lunedì 21 agosto 2000 1.16

Leopoldo

Sto spedendo il testo che ti ho promesso, cosi potrò fare parte della grande festa della nostra famiglia. Spero che vi piaccia questo poema che ho scritto, questo è il mio pensiero su cosa significa essere Marcolongo. Spero nella tua risposta e anche spero che vi piaccia il mio poema. Prego!Faccia la correzione dei miei errori
Un abbraccio
Marcia

PORTO CON ME L'ORGOGLIO

(versione riveduta e corretta dal Prof. Luigi Zorzi, sperando di aver interpretato il pensiero in portoghese di Marcia)

Sono Marcolongo
con la fantasia
ricordo dei Celti
Sono Marcolongo
perché appartengo all'antica stirpe.
Porto in me le montagne fredde di Foza
i colori dei fiori in primavera
i campi gialli d'autunno
l'arcobaleno dopo la pioggia estiva
Con la fantasia
ricordo dei Cimbri
Sono Marcolongo
perché porto con il coraggio dei miei avi
che hanno attraversato il mare
fino ad una terra sconosciuta
affrontando la sfida
di farsi una nuova patria
seminando il frumento, cuocendo il pane
costruendo le città e lo Stato
mattone su mattone.
Fantastici
ricordi dall'Italia.
Sono Marcolongo
perché porto nell'anima
l'immagine della vecchia terra
Ho negli occhi il verde dell' America
Le nevi dell'Europa nella mia pelle bianca
Sento il vento profumato dal dolce vino
Con i miei pensieri accanto
osservo italo brasiliani
guardo all'orizzonte brasiliano
e ci vedo l'arancio-orizzonte-italiano
come lo vedevano i miei avi
Con i miei pensieri vicini
ringrazio il cielo
di essere Marcolongo
vedo il futuro
di stirpi italo brasiliane
che hanno in sè l'orgoglio
sempre più grande
della loro antica terra.

( poema scritto per Márcia Aparecida Marcolongo dos Santos)

Rivisitazione libera della poesia di Márcia Aparecida Marcolongo dos Santos

PORTO IN ME L'ORGOGLIO

Porto in me l'orgoglio
dei Celti
della stirpe antica dei Marcolongo
delle montagne fredde di Foza

Mi commuovono i fiori della sua primavera
l'arcobaleno dopo i temporali estivi
i campi gialli d'autunno
la pace della neve
e il sangue caldo dei Cimbri.

Porto in me l'orgoglio
di essere Marcolongo
perché porto il coraggio dei miei avi
che hanno attraversato il mare
cercando su altre montagne del Rio Grande
una patria da inventare
mattone su mattone.

Porto con me l'orgoglio
della vecchia terra dei Marcolongo
se ho negli occhi il verde dell'America
ho nella pelle la neve dell'Italia.

Sento il vento profumato dal dolce vino
nel rosso dell'alba
che guardavano i miei vecchi:
luce dalle loro contrade.

Porto con me l'orgoglio
di radici antiche
come le querce sacre dei Celti.

L.Antonio Zorz




Raduno della comunita italiana di Suzano in Brasile
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