Lettera n. 2
Categoria : Eleonora Marcolongo
Published by Webmaster on 18/9/2005
buenos dias

Realmente la nostalgia hace que uno escriba y pueda contactarse con gente con el mismo cognome del mundo -

Les quiero contar que mi papa BRUNO MARCOLONGO nacion en Italia , su mama caterina Cagstanaro y su papa Guseppe Marcolongo , y siete hnos mas , vivian en MOnteBello despues de la guerra como otros tantos emigraron a la Argentina aqui formaron una familia muy grade ya que somo muchos Marcolongos ya que predomina la descendencia masculina -

mi NONO por parte de mi mama FRANCISCO VIERO, fue uno de los primeros colonos de este hermoso Lugar donde sus nietos pueden vivir , y crecer en paz y junto a otros COlonos nacio Villa REGINA -

La mayoria llegaron a estas tierras aridas y desiertas y cambiaron el fusil por una pala para abrir canales de riego , cambiaron las trincheras por las sierras y pelearon con la montañas de tierra que los vientos patagonicos se encargaban de que cada dia al levantarse hayan borrados los trabajos del dia anterior , palntaron frutales , le pusieron musica y baile ya que mi NONA ANita ANGELLI , ( Por parte de mi mama ) era una alegre mujer que sabia como hacerde una fiesta de la colectividad de Villa Regina , en una BELLO RICORDO DI ITALIA , -

Entre domingos en familia , la pasta fata in casa , los capeletti las misas , y el familion, pasamos nuestra infancia en una chacra (lugar de muchas tierra con verde , plantas de manzanos y perales , con corrales con chanchos , gallinas , caballos y vacas ) con bicicletas viejas , el trabajos de los viejos el sacrificio de nuestra crianza , los valores inculcados , la alegria de tenerlos los viejos y los nonos BIEN TANOS , que se argentinazaron , con las empanadas , el asado y uno que otro mates , asi fuimos creciendo con la compañia de nuestros primos hermanos , ya que el hno de mi papa Francisco Marcolongo se caso con la hna de mi mama Melly Viero , asi que UNA FAMILIA UNITA- Con mucho Orgullo y lagrimas de nostalgias en los ojos , solo me resta decir , que si tuviera que acunar a mi Valle lo acunaria entre pañuelos de seda con la leyenda de mi NONO gringo de mi padre GRINGO - ARGENTINO

un beso y abrazo bien argentino a los Marcolongos y estamos en contacto , si me permiten les enviare un cuento una anecdota de ANITA , que cuenta realmente la historias de la emigracion , gringa , por supuesto es en Honor de muchas NONAS ANITAS , y la hize pensando en ella -

Un gran abrazo

ELEONORA MARCOLONGO -
Villa Regina , - Rio Negro
ARGENTINA




Traduzione a cura di E. Marcolongo

Buongiorno,

veramente la nostalgia fa sì che uno scriva e contatti altra gente nel mondo avente lo stesso cognome.

Vorrei raccontarle di mio padre BRUNO MARCOLONGO, nato in Italia, sua madre Castagnaro e suo padre Giuseppe Marcolongo, con 7 confratelli, vivevano a Montebello. Dopo la guerra, come tanti altri, emigrarono in argentina e formarono qui una famiglia molto numerosa… siamo davvero tanti Marcolongo giacché predomina pa discendenza maschile.

Mio nonno, da parte materna, Francisco Viero, fu uno dei primi coloni di questo bellissimo posto dove ora vivono i suoi nipoti, crescendo in pace ed insieme ad altri coloni costruendo il paese Villa Regina.

Ma maggior parte arrivarono a questa terra arida e deserta e cambiarono il fucile per una pala con la quale scavare canali di irrigazione, cambiarono le trincee per le montagne e combatterono contro la dura terra e contro i venti della Patagonia che cancellavano ogni giorno con la loro impetuosità il lavoro del giorno precedente.

Piantarono frutteti, composero musica e inventarono balli, giacché mia nonna, Anita Angelli (di parte materna) era una donna molto allegra, che sapeva come organizzare una gesta della comunità di Villa Regina, con un bel ricordo dell’Italia, tra una domenica e l’altra, la pasta fatta in casa, i cappelletti, le sante messe e l’incontro della famiglia, abbiamo passato la nostra infanzia in una “chacra” (posto di molta terra rigogliosa, piante di mele e pere, con recinti di oche, galline, cavalli e mucche) con vecchie biciclette, il lavoro degli anziani, il sacrificio della prole, i valori inculcati, l’allegria di acer con noi i nostri vecchi e nonni.

Ovviamente si argentinizzarono, con gli involtini di mais, gli arrosti e il nostro mate (the verde tipico dell’Argentina), e così crescemmo in compagnia dei nostri cugini di primo grado, giacché il figlio di mi padre Francisco Marcolongo si sposò con la figlia di mia madre Melly Viero, formando una famiglia veramente unita.

Con tanto orgoglio e lacrime di nostalgia negli occhi, posso solo dire che se dovessi rinascere nella mia valle, lo farei tra fazzoletti di seta con la leggenda di mio nonno straniero e di mio padre straniero-argentino.

Un bacio ed un abbraccio molto argentino ai Marcolongo

E rimaniamo in contatto, se mi permette invierò un racconto, un aneddoto di Anita, che racconta veramente la storia dell’emigrazione, straniera, naturalmente in onore della nonne Anita, e l’ho fatto pensando a lei.

Un forte abbraccio

ELEONORA MARCOLONGO