Rassegna Stampa: La Voce dei Berici
Categoria : 3° raduno in Italia - 24 Agosto 2003
Published by Webmaster on 12/8/2005
TERZO RADUNO DEI “MARCOLONGO”

Indubbiamente hanno il senso della famiglia. Ed anche dell’appartenenza ad un clan ricco di storia e di generosità, di inventiva e di voglia di lavorare. Indubbiamente hanno saputo andare per il mondo senza tradire le proprie radici. E vogliono mantenerle vive nel ricordo, affinché i loro giovani crescano con gli stessi ideali.
Il terzo raduno dei “Marcolongo” si tiene a Foza proprio questa domenica 24 agosto. Da mesi il comitato promotore, che fa capo al sindaco di San Giorgio in Bosco Leopoldo Marcolongo, si prodiga per favorire tutti i partecipanti. Ce ne sono che vengono dall’Argentina e dal Brasile. E poi da tutte le regioni italiane. Gente in gamba, i Marcolongo, ma anche robusta, adatta alle fatiche della montagna. A Foza sono presenti ufficialmente dal 1503, ma probabilmente anche prima. Le notizie parlano di un certo Marco, figlio di Gianese, cui fu appiccicato il soprannome di Longo perché doveva essere molto alto. L’aggettivo passò al figlio Marco, che sarà chiamato, appunto, Marco Longo. E costui lascerà il cognome a tutti i discendenti.
In questi cinque secoli esatti i Marcolongo si sono dispersi per tutto il Veneto e all’estero, con preferenza per l’Argentina, la Francia ed il Belgio. Da noi sono cresciuto un po’ in tutta l’Alta Padovana.Tuttavia mai si è spento il sentimento di appartenere ad un’unica, grande famiglia proveniente dall’Altopiano di Asiago. Tant’è che al primo raduno, nel 1997 si trovarono in 300 e, tre ani dopo, in quattrocento.
Quest’anno, come si diceva, la manifestazione assume il carattere particolare del 5° centenario della nascita della famiglia. Per la manifestazione si sono mossi il Comune di Foza, la parrocchia e varie associazioni presenti nel territorio vicentino. Tutti assieme stanno preparando le cose per bene. Ci sono già decine e decine di adesioni. Fatto straordinario, le poste italiane hanno autorizzato addirittura uno speciale annullo postale filatelico, il primo in Italia dedicato ad una famiglia. Il bozzetto è stato realizzato dal prof. Valentino Marcolongo “Steller”, titolare fra l’altro dell’omonima galleria d’arte antica di Asiago. L’opera grafica – che qui riproduciamo - si presenta come un’icona del passato di Foza. Sullo sfondo di questo piccolo villaggio – rappresentato com’era prima della guerra 15-18 - compare in primo piano un caratteristico personaggio vestito da elegante pastore montanaro, con ampio cappello e mantello dal cui bavero esce il cognome Marcolongo” . come una spirale che lo avvolge. “Mi sono ispirato – ha precisato l’autore – alla figura di mio padre, Domenico Marcolongo, quand’era nel pieno vigore della sua maturità. Ho voluto rendergli un doveroso, anche se postumo, omaggio a trent’anni esatti dalla sua scomparsa e per fargli un ringraziamento dei grandi valori umani e sociali, che ha saputo trasmettere a quanti lo conoscevano e a tutta la famiglia”.
Domenico non è certo l’unico importante personaggio della numerosa schiera dei Marcolongo. Gli archivi storici, infatti, stanno restituendo alla memoria Marcolongo sindaci, decani, massari, parroci ed eremiti, oltre che validi agricoltori, artigiani, commercianti, boscaioli e pastori. Vale qui la pena di ricordare Fra Gaspare Marcolongo, un eremita che dedicò quarant’anni della sua vita alla comunità di Foza. Uomo amato da tutti – dicono le cronache- visse miseramente nell’Eremo di San Francesco, in solitudine e preghiera, da 1683 al 1723, senza mancare mai di portare di casa in casa il suo conforto morale.
Domenica 24 agosto, dunque, nel palatenda di 900 metri quadrati allestito a Foza, funzionerà un ufficio postale distaccato dalle 10.00 alle 16.00 a disposizione non solo dei partecipanti al 3° raduno, ma anche del pubblico, in particolare dei collezionisti della filatelia. Saranno in vendita cartoline, buste e stampe munite di rari francobolli filatelici e dell’artistico annullo postale commemorativo.
Per il resto la giornata trascorrerà tra molti impegni, una santa messa di ringraziamento e un immancabile pranzo conviviale. Fedeli alla loro storia, i Marcolongo hanno già organizzato una raccolta di fondi da devolvere all’Associazione HENA, che si fa carico della grave situazione economica e sociale, in cui versano molti bambini argentini.
Anche questo è un modo per testimoniare il perenne valore della famiglia, per rinsaldare la solidarietà anzitutto tra consanguinei e per mantenere vivo il richiamo del paese d’origine. In tempi di globalizzazione da un lato, e di individualismo dall’altro, manifestazioni del genere sono un toccasana contro il tentativo di oscurare le più nobili tradizioni della vita sociale di un uomo.